{"id":4261,"date":"2016-12-16T15:23:54","date_gmt":"2016-12-16T14:23:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/?p=4261"},"modified":"2021-04-23T08:59:48","modified_gmt":"2021-04-23T06:59:48","slug":"vitigni-resistenti-degustazione-vini-piwi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/degustazioni\/vitigni-resistenti-degustazione-vini-piwi\/","title":{"rendered":"Vitigni Resistenti: una serata alla scoperta dei Vini PIWI"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 fuori di dubbio che il futuro dell\u2019agricoltura \u2013 e dell\u2019umanit\u00e0 in senso pi\u00f9 ampio \u2013 sia legato in modo ormai urgente &#8211; oltre che indissolubile \u2013 alla messa a punto di <strong>modelli di sviluppo sostenibili<\/strong>, capaci di garantire l\u2019accesso a un numero sempre maggiore di persone al cibo, all&#8217;acqua, all&#8217;energia e alle principali materie prime. Fino qui, almeno a parole, siamo tutti d\u2019accordo: le divergenze nascono quando si cerca di passare, attraversando il proverbiale mare, dal dire al fare.<br \/>\nLa <strong>vitivinicoltura<\/strong>, ovviamente, non pu\u00f2 certo fare eccezione dato che \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 fatta dagli Uomini e che, pertanto, si scontra con tutti i loro egoismi, le loro arroganze nonch\u00e9 con le loro reali necessit\u00e0. Negli ultimi anni abbiamo visto affrontare il problema nei modi pi\u00f9 disparati: <strong>vini naturali<\/strong>, <strong>biodinamici<\/strong>, <strong>biologici<\/strong>, della Luce e del Carbonio, alchemici, da <strong>agricoltura integrata<\/strong>, da agricoltura a basso impatto. Un ulteriore possibile aiuto al problema viene dal ribaltamento del problema, ovvero non pi\u00f9 trovare dei modi per non fare ammalare le viti mediante tecniche agronomiche, bens\u00ec utilizzare <strong>variet\u00e0 in grado di avere una naturale resistenza<\/strong> alle principali patologie, in particolare \u2013 almeno finora \u2013 a quelle fungine: i cosiddetti <strong>vitigni resistenti<\/strong> (o <strong>variet\u00e0 resistenti<\/strong>).<br \/>\nIn questo caso, la strada si separa immediatamente in due principali percorsi: ottenere, mediante <span style=\"text-decoration: underline;\">ibridazione fra differenti specie del genere <em>Vitis<\/em><\/span>, <strong>viti resistenti<\/strong> oppure utilizzare tecniche di <strong>bioingegneria<\/strong>, <span style=\"text-decoration: underline;\">inserendo nel patrimonio genetico di una certa variet\u00e0<\/span>, gi\u00e0 normalmente coltivata, <span style=\"text-decoration: underline;\">geni che le conferiscano caratteristiche di resistenza<\/span> a determinati patogeni. In questo secondo caso caso \u00e8 opportuno differenziare fra <strong>tecniche cisgeniche<\/strong> \u2013 ovvero l\u2019inserimento non mediante riproduzione sessuale di geni gi\u00e0 presenti in <em><strong>Vitis vinifera<\/strong><\/em> o in altre specie sessualmente compatibili &#8211; oppure <strong>tecniche transgeniche<\/strong>, ovvero l\u2019inserimento, non mediante riproduzione sessuale, di geni prima non presenti in <em>Vitis vinifera<\/em> e, pi\u00f9 in generale, non presenti nel genere <em>Vitis<\/em>.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-4267 size-full\" title=\"PIWI International\" src=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/PIWI-International.jpg\" alt=\"PIWI International\" width=\"240\" height=\"196\" \/><br \/>\n\u00c8 evidente che un\u2019approfondita disamina scientifica, \u201cfilosofica\u201d e di \u201cimmagine\u201d di tutti questi possibili approcci andrebbe ben oltre non solo gli scopi di questo articolo ma, cosa ben pi\u00f9 grave, andrebbe ben oltre le mie competenze.<br \/>\nQuesto articolo, infatti, prende spunto da un\u2019interessante degustazione organizzata a Milano il 10 novembre 2016 dalla <a href=\"http:\/\/fisarmilano.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Delegazione FISAR<\/strong><\/a> di <strong>Milano<\/strong> unitamente a <strong>Skywine<\/strong> e <strong><a href=\"http:\/\/www.cittadelvino.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt\u00e0 del Vino<\/a> del Trentino Alto Adige<\/strong>. La serata, dedicata alle <strong>variet\u00e0 ibride resistenti<\/strong>, prevedeva l\u2019assaggio di numerosi vini ottenuti da alcuni di tali vitigni sotto la guida dei sommelier di Fisar Milano, di esperti di <a href=\"http:\/\/www.piwi-international.de\/it\/trentino.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>PIWI<\/strong> <strong>Trentino<\/strong><\/a> e della <strong><a href=\"http:\/\/www.fmach.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondazione Edmund Mach<\/a> di San Michele all&#8217;Adige,<\/strong> nonch\u00e9 in presenza di numerosi produttori.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\">Le variet\u00e0 ibride resistenti<\/h2>\n<p>Fin a partire dalla seconda met\u00e0 del XIX secolo, con l\u2019arrivo in Europa di <strong>peronospora<\/strong> e <strong>oidio<\/strong>, si \u00e8 pensato di <span style=\"text-decoration: underline;\">incrociare le variet\u00e0 di vite europea<\/span> (<em><strong>Vitis vinifera<\/strong><\/em>) &#8211; sensibili a peronospora, oidio e muffa grigia &#8211; <span style=\"text-decoration: underline;\">con specie di viti americane (o asiatiche), resistenti a queste malattie fungine<\/span>, allo scopo di ottenere <strong>vitigni ibridi resistenti<\/strong>, o perlomeno pi\u00f9 resistenti, a queste pericolose malattie, costose dal punto di vista economico e ambientale.<br \/>\nSolitamente si distinguono ibridi di prima, seconda, terza e quarta generazione: la <strong>prima generazione<\/strong> \u00e8 rappresentata da ibridi ottenuti, perlopi\u00f9, incrociando tra loro le sole specie americane; questi vitigni, incrociati con vite europea, producono quelli di <strong>seconda generazione<\/strong> che, nuovamente incrociati con viti europee, danno gli <strong>ibridi di terza generazione<\/strong>; un ulteriore incrocio con variet\u00e0 europee produce gli <strong>ibridi di quarta generazione<\/strong>; attualmente, sono stati ottenuti anche alcuni <strong>ibridi di quinta e sesta generazione<\/strong> nei quali oltre il 99% del patrimonio genetico \u00e8 riconducibile alla vite europea.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Gli ibridi di prima generazione davano origine a vini di pessima qualit\u00e0<\/span> che si manteneva scadente &#8211; o insufficiente &#8211; anche con l&#8217;utilizzo di ibridi di seconda o terza generazione; <span style=\"text-decoration: underline;\">solo con i successivi incroci con viti europee si sono ottenuti vitigni in grado di dar vita a vini di ottimo livello<\/span>, privi di odori sgradevoli quali, ad esempio, i sentori <strong>foxy o volpino<\/strong>, nonch\u00e9 con un corretto tasso di <strong>alcol metilico<\/strong>, che si produce normalmente a seguito della fermentazione.<br \/>\n\u00c8 da sottolineare che, con le successive ibridazioni, si \u00e8 persa la resistenza alla <strong>fillossera<\/strong>, mentre \u00e8 stata mantenuta gran parte di quella alle micosi epigee, quali peronospora, oidio e muffa grigia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-4278 size-full\" title=\"Vitigno Solaris - Fondazione Edmund Mach\" src=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Solaris.jpg\" alt=\"Vitigno Solaris - Fondazione Edmund Mach\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Solaris.jpg 800w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Solaris-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Solaris-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Solaris-273x205.jpg 273w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Solaris-566x425.jpg 566w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Solaris-780x585.jpg 780w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<h2>Come creare un Vitigno Resistente<\/h2>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Ottenere queste nuove variet\u00e0 \u00e8 un processo lungo e complesso che richiede dai 15 ai 20 anni di lavoro e sperimentazione in vigna<\/span>, in cantina e in laboratorio nonch\u00e9 attente analisi sensoriali riservate alle nuove variet\u00e0 pi\u00f9 promettenti.<br \/>\nIn estrema sintesi, dato che grandissima parte delle attuali variet\u00e0 di vite coltivata sviluppa fiori ermafroditi, per poter controllare l&#8217;impollinazione si inizia eliminando le <strong>antere<\/strong> &#8211; ovvero le strutture maschili che producono il polline &#8211; dai fiori della pianta madre, con un\u2019operazione detta <strong>castrazione del fiore<\/strong>. In seguito, si provvede a prelevare il polline dalla pianta padre e si procede alla fecondazione manuale dei fiori precedentemente castrati; l\u2019infiorescenza fecondata viene a questo punto protetta per impedire contatti accidentali con il polline di altre variet\u00e0. Dai vinaccioli che saranno cos\u00ec prodotti si fanno sviluppare un gran numero di piccole piantine che &#8211; una volta messe in campo, su suoli sabbiosi per evitare la fillossera &#8211; saranno sezionate sulla base della loro resistenza ai patogeni; in generale, data la tendenza all&#8217;aumento delle temperature globali, <span style=\"text-decoration: underline;\">si tende a preferire le variet\u00e0 pi\u00f9 tardive per evitare vendemmie eccessivamente anticipate<\/span>.<br \/>\nLe piante cos\u00ec ottenute saranno moltiplicate, fatte crescere e fruttificare e le loro uve saranno poi oggetto di analisi di laboratorio e di <strong>microvinificazioni<\/strong> per valutarne le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche. Alla fine di questo lungo percorso, inizier\u00e0, per le poche nuove variet\u00e0 che avranno superato tutte le diverse fasi di analisi, il processo amministrativo che ne permetter\u00e0 l\u2019inserimento nel <a href=\"http:\/\/catalogoviti.politicheagricole.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Registro Nazionale delle Variet\u00e0 di Vite<\/strong><\/a>. Attualmente, in tale Registro sono inserite <span style=\"text-decoration: underline;\">19 variet\u00e0 resistenti<\/span> (10 a bacca bianca e 9\u00a0a bacca nera), il cui utilizzo \u00e8 per ora consentito solo per la produzione di Vini Rossi o Bianchi e di poche Igp;<span style=\"text-decoration: underline;\"> non sono per ora ammesse nella produzione in nessun vino Doc o Docg<\/span>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-4273 size-full\" title=\"Vitigno Resistente - Trentino\" src=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Resistente-Trentino.jpg\" alt=\"Vitigno Resistente - Trentino\" width=\"768\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Resistente-Trentino.jpg 768w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Resistente-Trentino-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Resistente-Trentino-273x210.jpg 273w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Vitigno-Resistente-Trentino-566x435.jpg 566w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<h2>Le Caratteristiche dei Vitigni Resistenti<\/h2>\n<p>Tali vitigni, in virt\u00f9 della loro resistenza alle micosi, richiedono un <span style=\"text-decoration: underline;\">numero estremamente limitato di trattamenti<\/span>, generalmente col rame, con evidenti <span style=\"text-decoration: underline;\">vantaggi ambientali ed economici nonch\u00e9 rendendo possibile il recupero di antichi vigneti<\/span>, oggi non pi\u00f9 economicamente sostenibili in quanto situati in punti troppo lontani o disagiati per una viticoltura convenzionale che richiede una pi\u00f9 costante presenza del vignaiolo nel vigneto.<br \/>\nL&#8217;interesse suscitato da queste variet\u00e0, inizialmente pi\u00f9 marcato nei paesi del centro Europa &#8211; caratterizzati da climi freschi e umidi che facilitano l&#8217;insorgere di malattie fungine &#8211; ha fatto s\u00ec che molte delle prime variet\u00e0 resistenti siano state selezionate in Germania, gi\u00e0 alla met\u00e0 degli anni \u201870 dello scorso secolo; attualmente, anche l\u2019Italia, soprattutto con la <strong>Fondazione Edmund Mach<\/strong> di <strong>San Michele all&#8217;Adige<\/strong> e con l\u2019<strong>Universit\u00e0 di Udine<\/strong> in collaborazione con i <strong>Vivai Cooperative Rauscedo<\/strong>, ha ottenuto importanti risultati selezionando e registrando numerosi nuovi vitigni resistenti.<br \/>\nL&#8217;interesse da parte dei produttori \u00e8 testimoniato dalla nascita, nel 2000, di <a href=\"http:\/\/www.piwi-international.de\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>PIWI International<\/strong><\/a>, che conta ora pi\u00f9 di 350 membri provenienti da 17 paesi in Europa e Nord America; l\u2019acronimo deriva dal termine tedesco \u201c<strong>pilzwiderstandsf\u00e4hig<\/strong>&#8221; ovvero, in italiano, <strong>fungo-resistente<\/strong>.<\/p>\n<h2>Uno sguardo al futuro: tra\u00a0rischi e opportunit\u00e0<\/h2>\n<p>Prima di passare alle note di degustazione, vorrei aggiungere alcune mie personali riflessioni a quanto scritto finora. Ferma restando l\u2019assoluta necessit\u00e0 di individuare <strong>tecniche viticole a basso impatto<\/strong> e riconoscendo l\u2019enorme interesse di questi vitigni capaci di garantire da un lato uno spiccato <span style=\"text-decoration: underline;\">rispetto dell\u2019ambiente e dall&#8217;altro una riduzione dei costi di lavoro<\/span> e di acquisto dei prodotti marcatamente maggiore, vedo con una certa apprensione un futuro non troppo lontano in cui il nostro insostituibile <strong>patrimonio ampelografico<\/strong> rischier\u00e0 di venire ulteriormente abbandonato, possibile vittima di queste variet\u00e0 che, partite con le migliori intenzioni, potrebbero diffondersi a macchia d\u2019olio cannibalizzando le variet\u00e0 tradizionali di pi\u00f9 difficile e costosa gestione. I miei timori non sono certo legati ai piccoli vignaioli &#8211; che sapranno continuare a utilizzare in modo adeguato questi vitigni, utilizzandoli solo nelle situazioni pi\u00f9 difficili &#8211; bens\u00ec ad alcune grandi realt\u00e0 di produzione e commercializzazione che, facendosi belle del termine biologico, non tarderanno a monopolizzare ulteriormente il \u201c<strong>vigneto Italia<\/strong>\u201d, per massimizzare i profitti; tutto ci\u00f2 potrebbe, inoltre, alterare le regole di mercato, costringendo anche piccoli produttori ad adeguarsi per non soccombere alla concorrenza e alle nuove tendenze \u201cimposte\u201d ai consumatori meno consapevoli. Inoltre, sempre in quest\u2019ottica, temo un\u2019ulteriore <strong>omologazione dei vini<\/strong>, dovuta alla riduzione della <strong>base ampelografica<\/strong> da cui saranno prodotti. Personalmente, pur apprezzando gran parte dei vantaggi ad essi legati, vedo con grande piacere il mantenimento del loro <span style=\"text-decoration: underline;\">divieto di utilizzo nella produzione dei vini Doc e Docg<\/span> che, in tal modo, garantiranno la sopravvivenza dei nostri amatissimi <strong>vitigni autoctoni<\/strong> o tradizionali.<\/p>\n<h2>Le Degustazioni dei Vini PIWI: i Vitigni Resistenti si raccontano<\/h2>\n<p>Prima di iniziare a descrivere alcuni dei vini degustati nel corso di questa interessante serata, \u00e8 necessaria un\u2019ultima \u201cistruzione all\u2019uso\u201d: dato l\u2019elevato numero di vitigni coinvolti e la notevole complessit\u00e0 degli incroci che ha portato alla loro creazione, rimando alle schede ampelografiche disponibili nella sezione Ricerca del <strong><a href=\"http:\/\/catalogoviti.politicheagricole.it\/ricerca.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Registro Nazionale<\/a> delle Variet\u00e0 di Vite<\/strong> per un approfondimento sulle differenti variet\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4268\" src=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pojer-Sandri-alla-Degustazione-FISAR-sui-Vini-PIWI.jpg\" alt=\"Pojer &amp; Sandri alla Degustazione FISAR sui Vini PIWI\" width=\"717\" height=\"538\" srcset=\"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pojer-Sandri-alla-Degustazione-FISAR-sui-Vini-PIWI.jpg 717w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pojer-Sandri-alla-Degustazione-FISAR-sui-Vini-PIWI-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pojer-Sandri-alla-Degustazione-FISAR-sui-Vini-PIWI-273x205.jpg 273w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pojer-Sandri-alla-Degustazione-FISAR-sui-Vini-PIWI-566x425.jpg 566w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/p>\n<h3>Santacolomba \u2013 Cantina Sociale di Trento le Meridiane \u2013 s.a.<\/h3>\n<p>Ottenuto sulle colline di Trento da uve <strong>Johanniter<\/strong>, <strong>Solaris<\/strong> e <strong>Bronner<\/strong> a circa 300 &#8211; 350m di quota su suolo magro e ricco di scheletro, questo <strong>Spumante Metodo Martinotti<\/strong> si presenta di un luminoso color paglierino impreziosito da un perlage fine e persistente. Il naso \u00e8 giocato principalmente sulla frutta gialla ancora fragrante alla quale si aggiungono sentori delicati di cioccolato bianco e fiori di biancospino; soffusi sentori citrini che ne acuiscono la finezza e ne ingentiliscono il bouquet. Al gusto, si presenta equilibrato, di corpo e sostenuto da una gradevole freschezza che, unitamente alla chiusa leggermente ammandorlata, ne rendono la beva assai gradevole; buona la persistenza.<\/p>\n<h3>Pojer e Sandri &#8211; Zero infinito \u2013 Vino Bianco Frizzante col Fondo s.a.<\/h3>\n<p>Le uve <strong>Solaris<\/strong> che danno vita a questo <strong>vino biologico<\/strong> provengono da vigneti in <strong>Val di Cembra<\/strong> a 800 \u2013 900m s.l.m. allevati su suoli derivanti dalla disgregazione di porfidi di color bruno scuro.<br \/>\nLo <strong>Zero Infinito<\/strong> si presenta paglierino marcatamente velato in relazione al <strong>Metodo ancestrale<\/strong> con cui \u00e8 stato prodotto e al fatto che non \u00e8 stata volutamente effettuata la <strong>sboccatura<\/strong>; pu\u00f2 essere consumato senza rimettere in sospensione i lieviti ma la tradizione contadina vuole che venga \u201cagitato prima dell\u2019uso\u201d. Al naso, apre con marcati sentori di succo di pompelmo ai quali si uniscono le note dell\u2019ananas fresco e dei fiori di sambuco. In bocca, \u00e8 di corpo e spicca per un\u2019importante freschezza con marcate connotazione citrine. \u00c8 un vino certo non banale, capace di spiazzare al primo assaggio salvo poi regalarci una degustazione di sicuro interesse; \u00e8 assai piacevole alla beva e di pi\u00f9 che soddisfacente lunghezza.<\/p>\n<h3>Cantina Merano Burggr\u00e4fler &#8211; PIWI &#8211; 2015<\/h3>\n<p>Nel bicchiere, questo vino, ottenuto da uve <strong>Bronner<\/strong> coltivate nei pressi di <strong>Merano<\/strong> su suoli leggeri di origine morenica e vinificate in acciaio con una permanenza di sei mesi sui lieviti, regala sensazione di frutta gialla croccante e fiori di gelsomino alle quali si aggiunge un elegante sentore di miele non particolarmente dolce. L\u2019ingresso in bocca \u00e8 ampio e compatto; l\u2019ottimo corpo \u00e8 sostenuto, insieme alla gradevole morbidezza, dall&#8217;evidente freschezza che, con la complicit\u00e0 della netta sapidit\u00e0, regala a questo vino equilibrio ed eleganza; il fin di bocca, connotato da un\u2019evidente nota ammandorlata, gli dona una beva decisamente piacevole.<\/p>\n<h3>Tenuta Dornach, Patrick Uccelli &#8211; Cuv\u00e9e &#8211; 2016 campione di botte<\/h3>\n<p>L\u2019unione di vini ottenuti da uve <strong>Solaris<\/strong>(60%), <strong>Bronner<\/strong>(15%), <strong>Souvignier Gris<\/strong> (15%), <strong>Pinot<\/strong><br \/>\n<strong> bianco\/Incrocio Manzoni<\/strong> (10%) d\u00e0 origine a questa <strong>Cuv\u00e9e<\/strong> 2016 non ancora messa in commercio ma gi\u00e0 in grado di farsi notare per eleganza e finezza. Le note di frutta gialla non particolarmente matura sostengono evidenti sentori di caff\u00e8 in polvere oltre a timide sensazioni di vegetale fresco di radici con note lievemente terrose. In bocca, mostra gi\u00e0 una buona compattezza e corrispondenza con quanto percepito al naso e presenta ottimo corpo, spiccata freschezza e un\u2019importante persistenza.<\/p>\n<h3>Franz Pfeihofer \u2013 Goldraut \u2013 2015<\/h3>\n<p>\u00c8 dall&#8217;importante <strong>Podere Zollweghof<\/strong> a <strong>Lana<\/strong>, nei pressi di <strong>Merano<\/strong>, che provengono le uve <strong>Souvignier Gris<\/strong>, ottenute secondo le regole dell\u2019agricoltura biodinamica, utilizzate per la produzione di questo vino maturato parte in anfora e parte in legno di acacia.<br \/>\nIl bouquet racconta di frutta gialla matura intorno alla quale gravitano i sentori di gelsomino e le leggere sensazioni di vaniglia che ci ricordano il sobrio uso del legno. In bocca \u00e8 grasso e ampio e trova nella marcata freschezza il nerbo che gli conferisce armonia e piacevolezza di beva; la buona persistenza \u00e8 seguita da un fin di bocca gradevolmente ammandorlato.<\/p>\n<h3>Cantina Mori Colli Zugna \u2013 Victoriae &#8211; Igt Vallagarina \u2013 2014<\/h3>\n<p>Il <strong>Victoriae<\/strong> \u00e8 ottenuto da uve <strong>Bronner<\/strong> e <strong>Chardonnay<\/strong> vinificate in rosso con macerazione in anfora protratta per molti mesi. Il colore dorato anticipa un bouquet fine e complesso. Le evidenti sensazioni di mandarino, percepibili al primo approccio al calice, sono immediatamente seguite da un susseguirsi di sensazioni che spaziano dalla frutta gialla ai fiori di ginestra, dallo zafferano alla resina. In bocca, \u00e8 ampio e fine; l\u2019ottimo corpo \u00e8 ben sorretto da una giovanile freschezza nonch\u00e9 da una tannicit\u00e0 appena accennata. La persistenza \u00e8 lunga e il fin di bocca piacevole ed elegante.<\/p>\n<p><em>Credits: Foto Grappolo Solaris del sito http:\/\/www.fmach.it. Altre foto del sito http:\/\/fisarmilano.org\/<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 fuori di dubbio che il futuro dell\u2019agricoltura \u2013 e dell\u2019umanit\u00e0 in senso pi\u00f9 ampio \u2013 sia legato in modo ormai urgente &#8211; oltre che indissolubile \u2013 alla messa a punto di modelli di sviluppo sostenibili, capaci di garantire l\u2019accesso a un numero sempre maggiore di persone al cibo, all&#8217;acqua, all&#8217;energia e alle principali materie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":150,"featured_media":4266,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[18,13,36],"tags":[117,194,195,196],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4261"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/150"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4261"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4261\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5601,"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4261\/revisions\/5601"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4266"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}