{"id":3023,"date":"2016-12-07T23:58:44","date_gmt":"2016-12-07T22:58:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/?p=3023"},"modified":"2016-12-19T15:15:53","modified_gmt":"2016-12-19T14:15:53","slug":"pinot-grigio-sutto-pinot-grigio-alternativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/degustazioni\/pinot-grigio-sutto-pinot-grigio-alternativo\/","title":{"rendered":"Assaggiamo il Pinot Grigio Sutto, un Pinot Grigio fuori dai soliti schemi"},"content":{"rendered":"<p>Quando ormai anni fa frequentai il corso <strong>ONAV,<\/strong> ricordo che il docente preposto alla lezione sulla vinificazione in bianco cominci\u00f2 a raccontarci una bella storiella a proposito di quello che present\u00f2 come &#8220;<strong>Pinogligio&#8221;<\/strong>, pronunciandolo proprio come lo pronuncerebbe un cinese. La forzatura era doppia. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che in tutti i ristoranti cinesi si serve un certo <strong>Pinot Grigio,<\/strong> trasparente e trascurabile, dove \u00e8 praticamente impossibile trovare peculiarit\u00e0 che distinguano una bottiglia dall&#8217;altra nonostante la differenza di etichetta, \u00e8 esattamente speculare ritrovare questa caratteristica nella cucina della stragrande maggioranza dei ristoranti cinesi. Sinceramente, fino all&#8217;altra sera sono sempre stato abbastanza d&#8217;accordo con questa visione del <strong>Pinot Grigio<\/strong>. Con le dovute eccezioni, s&#8217;intende, come esistono magnifiche eccezioni per i ristoranti cinesi.<\/p>\n<p>Per\u00f2, e sicuramente era un mio limite, ho trovato quasi sempre dei <strong>Pinot Grigio<\/strong> divertenti, se serviti molto freddi e magari frizzantini, in una calda sera d&#8217;estate, con un aperitivo leggero leggero, perfetta alternativa ai soliti <strong>Prosecco<\/strong> o <strong>Gew\u00fcrztraminer<\/strong> (spettacolari entrambi, ma variare ogni tanto non guasta). Poi, per caso, capito in un localino molto carino qui a <strong>Treviso<\/strong>, il <strong>FILO&#8217;<\/strong> del quale avremo modo di approfondire la conoscenza, che mi butta li una provocazione. Davide mi dice &#8220;hai voglia di assaggiare un <strong>Pinot Grigio<\/strong> che \u00e8 diverso da tutti gli altri?&#8230; questo secondo me ti piacerebbe&#8221;, ed \u00e8 da mettere agli atti che avevamo appena finito di parlare di <strong>Nebbiolo<\/strong>&#8230; quindi un&#8217;idea dei miei gusti se l&#8217;era fatta! Accetto la sfida, lui posa il bicchiere sul bancone, estrae dal frigo una bottiglia dall&#8217;etichetta curiosa, la stappa e la versa. E solo questo basta a farmi strabuzzare gli occhi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-4184 size-full\" title=\"Calice di Pinot Grigio\" src=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Calice-di-Pinot-Grigio.jpg\" alt=\"Calice di Pinot Grigio\" width=\"256\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Calice-di-Pinot-Grigio.jpg 256w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Calice-di-Pinot-Grigio-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><br \/>\nAbbiamo chiarito precedentemente quale sia il colore del <strong>Pinot Grigio<\/strong>? Anche dei migliori? Bene, quello che trovo nel bicchiere \u00e8 una colata d&#8217;oro estremamente intensa e luminosa, con tutto il suo corredo di riflessi verdognoli.<br \/>\nUn colore da <strong>Chardonnay barriccato<\/strong>, o da <strong>Pigato<\/strong> di quelli un po&#8217; vecchiotti, non certo la trasparenza alla quale mi ero preparato. Come state giustamente pensando anche voi, la mia mente \u00e8 subito corsa all&#8217;idea di una vinificazione in legno, che avrebbe reso certamente profumato quel vino per me un po&#8217; povero, ma anche marmellatoso, costruito, artificioso&#8230; insomma, ero colpito da un lato e sicuramente un po&#8217; prevenuto dall&#8217;altro.<br \/>\nIl colore per\u00f2 era bellissimo e quindi prendo il bicchiere tra le mani e lo porto effettivamente al naso e scopro con estremo piacere che di legno non ce n&#8217;\u00e8 manco l&#8217;ombra. Certo non sembra un <strong>Pinot<\/strong>, sicuramente non \u00e8 dozzinale, ma si discosta anche dai migliori campioni come il <strong>Punggl<\/strong> della Cantina <strong>Nals Margreid<\/strong> giudicato il <strong>miglior Pinot Grigio del mondo<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">E&#8217; potente, \u00e8 complesso<\/span>, non si limita ai fiorellini delicati ed alle note di mela, non ha solo quell&#8217;accenno di note verdi, qui dentro c&#8217;\u00e8 anche della frutta, bianca ovviamente, c&#8217;\u00e8 della polpa di agrumi dolci, non aciduli, c&#8217;\u00e8 forse perfino un giochino di lime e frutto della passione, ma il tutto \u00e8 molto lineare, molto armonico. Per farvi capire il concetto senza sviare, non \u00e8 il naso di uno <strong>Chardonnay<\/strong>, \u00e8 comunque meno complesso, si apre con un po&#8217; di intensit\u00e0, ma \u00e8 estremamente ampio per il tipo di vino, sicuramente meno elegante di altre etichette pi\u00f9 rigorose, ma assolutamente godibile. Qui sicuramente la <strong>criomacerazione<\/strong> aiuta parecchio e la trovo una bellissima scelta. Tra l\u2019altro, facendo qualche ricerca, sul sito della cantina viene indicato in produzione anche un periodo di riposo condito da periodici <strong>battonage<\/strong>, che giustificano ancora di pi\u00f9 questi gusti e profumi particolari. Poi lo assaggi ed anche qui sono tutte sorprese, belle sorprese. C&#8217;\u00e8 corpo, tanto corpo, forse pure troppo, troppo sempre in relazione al vitigno, e la cosa potrebbe ingannare chi lo beve per la prima volta e si aspetta un prodotto pi\u00f9 educato. <span style=\"text-decoration: underline;\">Questo \u00e8 un vino da trattare al pari di altre bottiglie, forse al pari di altri vitigni<\/span>. Ancora una volta la sensazione \u00e8 veramente straniante, per nulla tipica, decisamente atipica. \u00c8 spesso, rotondo, ma non troppo e questo sembra da attribuirsi alla quantit\u00e0 di glicerina molto pi\u00f9 che all&#8217;alcool, che rimane composto e nascosto dietro alla quantit\u00e0 delle note bianche di frutta e fiori. Non presenta nemmeno per un momento i caratteri evanescenti e sfuggenti riscontrati in altri Pinot Grigio, al contrario gioca tutto il suo carattere su un volume e su una struttura\u00a0decisamente importante.<\/p>\n<h2>Cosa abbiamo nel calice? Un Pinot Grigio IGT \u00a0Venezie di Azienda Agricola Sutto<\/h2>\n<p>Lascia comunque la bocca leggera, quello s\u00ec, grazie alla punta di acidit\u00e0, che scappa un filo sul finale ed accompagna per la prima volta il sentore dei suoi 12,5\u00b0. Ora che ve lo abbiamo descritto, ed avete capito che mi \u00e8 anche piaciuto particolarmente, vi posso anche dire il nome del produttore di questo <strong>Pinot Grigio IGT Venezie.<\/strong>\u00a0Si tratta di <strong>Sutto<\/strong>, una realt\u00e0 decisamente grande del <strong>Veneto<\/strong>, industriale si direbbe. E qui purtroppo mi sovviene l&#8217;unico pensiero in contrasto con la piacevolezza del vino stesso. Non \u00e8 che tutto questo corpo, questa diversit\u00e0, \u00e8 solo un modo per mascherare un prodotto che in cantina ed in vigna non si \u00e8 riusciti a preparare giocando sulle finezze e le millimetriche precisioni che altre cantine, magari in posizioni migliori, sicuramente con altri costi e forse altra dedizione, riescono ad esprimere? Spulciando il loro sito si trova la presentazione di ben tre linee differenti di vini, un Hotel 4 stelle, una sala degustazione e vendita diretta, un ristorante in piena regola, un altro punto di somministrazione stile osteria all&#8217;interno di un Outlet a <strong>Noventa di Piave<\/strong>, e per chiudere, sempre nello stesso Outlet un ulteriore caff\u00e8, insomma <span style=\"text-decoration: underline;\">una realt\u00e0 veramente grande<\/span> che per mia immensa ignoranza ancora non conoscevo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Uva-Pinot-Grigio.jpg\" rel='mygallery' target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-4185 size-full\" title=\"Uva Pinot Grigio\" src=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Uva-Pinot-Grigio.jpg\" alt=\"Uva Pinot Grigio\" width=\"560\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Uva-Pinot-Grigio.jpg 560w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Uva-Pinot-Grigio-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Uva-Pinot-Grigio-273x205.jpg 273w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Consiglierei il Pinot Grigio di <strong>Sutto<\/strong>? Assolutamente s\u00ec. E&#8217; un buon <strong>Pinot Grigio<\/strong>? NO! Non perch\u00e9 non sia un buon vino, ma perch\u00e9 del <strong>Pinot Grigio<\/strong> \u00e8 rimasto ben poco. <span style=\"text-decoration: underline;\">Non ne ha il colore tipico, oltre ai profumi gi\u00e0 pi\u00f9 in linea offre una quantit\u00e0 ragguardevole di strati aggiuntivi, che pur armonici non collimano con il vitigno fino in fondo<\/span>, in bocca \u00e8 il contrario di quello che ti aspetteresti. Quindi \u00e8 un vino buono, anche molto buono se vi piace, ma non \u00e8 n\u00e9 un &#8220;<strong>Pinogligio&#8221;<\/strong>\u00a0n\u00e9 un buon <strong>Pinot Grigio<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Azienda Agricola Sutto<\/strong><br \/>\nVia Arzeri, 34\/1 31040 Campo di Pietra (TV) &#8211; Italy<br \/>\nTelefono: +39 0422 744063 \/ Fax: +39 0422 804599<br \/>\nEmail: info@sutto.it<br \/>\n<a href=\"http:\/\/sutto.it\/it\/home\/\" target=\"_blank\">Sito Web<\/a><\/p>\n<p><em>Credits: Foto Uva e Calice prese da Gambero Rosso e Sale&amp;Pepe<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ormai anni fa frequentai il corso ONAV, ricordo che il docente preposto alla lezione sulla vinificazione in bianco cominci\u00f2 a raccontarci una bella storiella a proposito di quello che present\u00f2 come &#8220;Pinogligio&#8221;, pronunciandolo proprio come lo pronuncerebbe un cinese. La forzatura era doppia. 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