{"id":2863,"date":"2016-03-01T17:31:27","date_gmt":"2016-03-01T16:31:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/?p=2863"},"modified":"2021-04-23T15:52:57","modified_gmt":"2021-04-23T13:52:57","slug":"degustazione-rosati-di-puglia-negroamaro-in-trasferta-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/degustazioni\/degustazione-rosati-di-puglia-negroamaro-in-trasferta-a-milano\/","title":{"rendered":"Degustazione Rosati di Puglia: Negroamaro in trasferta a Milano"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;interno della manifestazione <strong><a title=\"Wine at 5 Vie a Milano: Puglia assente, ma grandi assaggi dal resto d\u2019Italia\" href=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/eventi\/wine-at-5-vie-a-milano-puglia-assente-ma-grandi-assaggi-dal-resto-ditalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wine\u00a0at\u00a05 Vie<\/a><\/strong> si \u00e8 tenuta una degustazione sui\u00a0<strong>Rosati di Puglia<\/strong>\u00a0che da solo sarebbe bastato a giustificare la partecipazione alla kermesse tenutasi in centro a <strong>Milano<\/strong>. In realt\u00e0 abbiamo usato questa occasione per andare a trovare una amica produttrice e scoprire qualche bella realt\u00e0, come ho gi\u00e0 raccontato nel post precedente.<\/p>\n<p>Una volta entrati nel bel cortile signorile nascosto dietro al portone di Via Santa Marta ci hanno lasciato accomodare in una sala intima, una biblioteca d&#8217;altri tempi zeppa di volumi storici, dalle pareti alte, austere, un ambiente caldo fatto di legno antico, scuro, finestre altissime. Al centro della sala un tavolo grande, largo, importante, attorno una decina di sedie arrivate dirette dal 1800.<\/p>\n<p>Sulla tavola sono apparecchiati altrettanti coperti, quattro bicchieri a testa, che a dire la verit\u00e0 son fin troppo grandi per una <strong>degustazione<\/strong>, ma fanno una gran bella scena messi tutti in fila. Sparse sul tavolo ci sono cinque o sei teche di vetro che racchiudono un po&#8217; di terra, qualche spezia, del legno, sono i sentori ed i motivi che ritroveremo dopo nei bicchieri. Si inizia con le <strong>due tipologie principali di terreno<\/strong> presenti in <strong>Puglia<\/strong>, <strong>uno pi\u00f9 ricco e scuro<\/strong>, l&#8217;<strong>altro chiaro e sabbioso<\/strong>, <strong>tipico dello zone costiere<\/strong>. A seguire cannella, pepe, erbe aromatiche e cos\u00ec via in un <strong>percorso<\/strong> che ha la funzione di bigino per l&#8217;<strong>olfatto<\/strong> e per il <strong>gusto<\/strong>, o se preferite da cartina di tornasole, per confermare come se ce ne fosse ancora bisogno, che il <strong>terroir<\/strong> non \u00e8 una storiella romantica, ma influisce abbondantemente su quello che potremmo poi ritrovare nelle bottiglie.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2876 size-large\" title=\"Spezie alla Degustazione Rosati di Puglia a Wine at 5 Vie - Milano\" src=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/DSC3004-1024x555.jpg\" alt=\"Spezie alla Degustazione Rosati di Puglia a Wine at 5 Vie - Milano\" width=\"780\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/DSC3004-1024x555.jpg 1024w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/DSC3004-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/DSC3004-273x148.jpg 273w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/DSC3004-566x307.jpg 566w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/DSC3004-780x423.jpg 780w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/DSC3004.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/p>\n<p>Oddio, se vogliamo proprio dirla tutta in realt\u00e0 il quarto d&#8217;ora molto didattico di introduzione alla degustazione \u00e8 stato fondamentale visto che, il pubblico non era esattamente quello che potremmo definire &#8220;di esperti&#8221; e ce ne si \u00e8 accorti subito subito con la prima domanda a bruciapelo, qualche cosa che ha suonato tipo &#8220;ah ma quindi <strong>il rosato si fa con uva rossa<\/strong>?&#8221;&#8230; da li in poi \u00e8 stato tutto in salita. Ecco diciamo che l&#8217;avere un pubblico composto per la maggior parte da bevitori saltuari assolutamente scevri di nozioni &#8220;tecniche&#8221; ha dato l&#8217;opportunit\u00e0 di ripassare alcuni principi di base dell&#8217;enotecnica e soffermarsi a pensare un po&#8217; di pi\u00f9 alla ragione di alcune <strong>scelte di cantina<\/strong> legate ad una delle <strong>vinificazioni<\/strong> pi\u00f9 complesse quale \u00e8 quella del <strong>rosato<\/strong>.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 facile dire &#8220;<strong>Rosato<\/strong>&#8220;, ma quando cominci a volerne conoscere un po&#8217; meglio la natura bisogna arrendersi all&#8217;evidenza che sia una <strong>tipologia di vino assolutamente affascinante<\/strong>. Non solo il <strong>vitigno di partenza<\/strong>, o il blend scelto, \u00e8 un elemento caratterizzante, ma la <strong>variet\u00e0 di scelte<\/strong> possibili legate alla sua <strong>vinificazione<\/strong> \u00e8 estremamente varia, cos\u00ec come l&#8217;obbiettivo che \u00e8 possibile perseguire riguardo al suo carattere una volta in bottiglia. Pensiamo alla quantit\u00e0 di libert\u00e0 che un produttore ha per raggiungere il <strong>colore desiderato<\/strong>. <strong>Macerazione brevissima<\/strong>, breve, <strong>criomacerazione<\/strong>, macerazione parziale,\u00a0<strong>salasso<\/strong>, etc. etc. poi gli affinamenti vanno a complicare ancora di pi\u00f9 le cose. In somma, \u00e8 un mondo che personalmente ho scoperto da non moltissimi anni e che ogni giorno mi affascina sempre di pi\u00f9. Confesso che il rosato \u00e8 diventato il mio vino da mezza stagione.<\/p>\n<p>Torniamo al centro di questo racconto e veniamo in concreto agli <strong>assaggi<\/strong>. Mi sono seduto al tavolo assolutamente all&#8217;oscuro di ci\u00f2 che avremmo degustato e la sorpresa \u00e8 stata piacevole nel vedere allineati a capotavola <strong>quattro campioni<\/strong> provenienti dalle <strong>migliori cantine<\/strong> <strong>pugliesi<\/strong> ed un <strong>outsider<\/strong> proveniente da una <strong>cantina sociale<\/strong>. Nota di metodo da considerare per inquadrare l&#8217;assaggio nel suo complesso: siamo a febbraio ed i <strong>rosato 2015<\/strong> ancora non sono alla vendita (in realt\u00e0 uno l&#8217;abbiamo assaggiato, ma \u00e8 stato recuperato veramente in extremis), <strong>assaggiamo<\/strong> quindi <strong>2014<\/strong> che oltre ad essere stata una annata particolarmente complessa per le condizioni climatiche pessime in gran parte d&#8217;Italia, significa anche avere di fronte vini non esattamente giovani rispetto ai canoni di rosato normale. Rischiavano quindi di presentarsi un po&#8217; stanchini e sfibrati, provati dai mesi in bottiglia&#8230; eppure&#8230;<\/p>\n<p>Eppure gi\u00e0 in apertura, con il primo assaggio, si capisce che non tutti i rosato sono passioni di una notte, questo campioncino prodotto da <strong>Leone de Castris<\/strong> l&#8217;arcinoto<strong><a title=\"Five Roses 68\u00b0 Anniversario: Le cinque rose del Salento chiamano la Primavera\" href=\"https:\/\/www.trovino.it\/vini\/cerca\/five-roses\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Five Roses<\/a><\/strong> conferma in pieno la teoria. L&#8217;azienda \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche di tutta Italia, 1665, produce una quantit\u00e0 di vini da lasciare letteralmente intontiti, ma il <strong>rosato da uve Negroamaro<\/strong> \u00e8 il Campione di cantina, conosciuto internazionalmente e non a torto. Leggenda narra che sia stato il <strong>primo rosato ad essere venduto in bottiglia di tutta Italia<\/strong>, merito degli americani in Italia alla fine della guerra che trovandolo amabile e buonissimo si ingegnarono e lo imbottigliarono usando i vuoti delle bottiglie di birra, facendo nascere un mito. La produzione rimane identica fino agli anni 70 quando l&#8217;introduzione delle tecnologie di crio fermentazione permettono di ottenere un prodotto ancora pi\u00f9 fine e fresco, il pap\u00e0 di quello che gustiamo oggi. Il colore aranciato, ma brillante non \u00e8 lo stesso che si ricercava negli anni 90, ed \u00e8 un&#8217;altra cosa interessantissima del mondo dei rosati, capaci di cambiare abito per seguire le mode, pur rimanendo fedeli nel gusto.<\/p>\n<p>Al naso straborda pi\u00f9 che di frutti di sentori gi\u00e0 terziari molto fini, dalla paglia alla corteccia di pino, camomilla a tratti ed una punta fresca che ricorda il vento delle giornate veramente calde. In bocca ritroviamo perfette le sensazioni dell&#8217;olfatto, arriva un po&#8217; di tannino a ravvivare la scena e ricomporre tutto il quadro. Dei quattro assaggi forse il pi\u00f9 maturo, quello che il tempo in bottiglia ha cambiato maggiormente. A questo punto della sua vita oltre ad essere un educato padrone di casa ha acquisito anche saggezza e compostezza. Non \u00e8 decisamente uno sprinter.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2878 size-full\" title=\"Five Roses Leone de Castris\" src=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Five-Roses.jpg\" alt=\"Five Roses Leone de Castris\" width=\"620\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Five-Roses.jpg 620w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Five-Roses-300x105.jpg 300w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Five-Roses-273x95.jpg 273w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Five-Roses-566x199.jpg 566w\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>Secondo assaggio per un altro <strong>Negroamaro in purezza<\/strong>, questa volta ci spostiamo a <strong>Copertino<\/strong>, nel cuore del <strong>Salento<\/strong>, per fare visita all&#8217;azienda <strong>Monaci<\/strong> di <strong>Severino<\/strong> <strong>Garofano<\/strong>,\u00a0nome non sconosciuto per gli amanti del vino visto che \u00e8 il padre artistico e materiale del <strong><a title=\"Negroamaro Graticciaia: il principe del Salento\" href=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/assaggi\/negroamaro-graticciaia-il-principe-del-salento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Negroamaro Graticciaia<\/a><\/strong>, in pratica una certezza. Il vino si chiama <strong>Girofle<\/strong>, riprendendo chiaramente il cognome di famiglia ed i sentori sterminati proprio di Garofano che questo maestro cantiniere \u00e8 riuscito a racchiudere in bottiglia.<\/p>\n<p><strong>Vendemmia 2014<\/strong> con un bel grado alcolico di <strong>12.5\u00b0<\/strong> , anche lui si presenta di un arancione acceso con riflessi rosati. La voce guida di questo laboratorio spiega bene di come questo sia ancora una volta un colore pi\u00f9 naturale e noi lo apprezziamo per quello che \u00e8. Tantissimi profumi, dicevamo, oltre al garofano abbiamo pesca matura in abbondanza, e poi sentori pi\u00f9 raffinati di fiori bagnati, c&#8217;\u00e8 la rosa sicuramente, un po&#8217; di gelsomino, un <strong>bouquet molto intrigante<\/strong>. In bocca \u00e8 estremamente educato, fine, con una nota zuccherina che tende ad accentuarsi ed ingrassarsi mano a mano che il tempo passa e lui riposa e si scalda nel bicchiere. L&#8217;ottima acidit\u00e0 riesce a sorreggere la piacevolezza del sorso anche quando il vino ha ormai raggiunto una temperatura ambiente, che comunque non consiglierei come temperatura di servizio. Qui i 14\u00b0 ci vogliono tutti per godere fino in fondo del nettare salentino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-2879 size-full\" title=\"Girofle Ros\u00e9 di Severino Garofalo 2011\" src=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Girofle-003.jpg\" alt=\"Girofle Ros\u00e9 di Severino Garofalo 2011\" width=\"333\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Girofle-003.jpg 333w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Girofle-003-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Girofle-003-273x409.jpg 273w\" sizes=\"(max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/><\/p>\n<p>Terzo assaggio, sempre <strong>Salento,<\/strong> ma questa volta arriviamo a <strong>Cutrofiano<\/strong>, comune in provincia di Lecce, dove\u00a0negli anni &#8217;30 un giovanissimo <strong>Michele Arcangelo<\/strong> <strong>Palam\u00e0\u00a0<\/strong>decide di dedicarsi completamente al vino, in ogni suo aspetto, dando cos\u00ec vita all&#8217;<strong>Azienda Vinicola Palam\u00e0<\/strong>\u00a0che \u00e8 oggi un punto di riferimento a livello nazionale per qualit\u00e0 e mentalit\u00e0 vignaiola. Bellissima la bottiglia, con un tocco di originalit\u00e0 e sana presunzione, il vetro \u00e8 trasparente per lasciare al consumatore tutto lo spettacolo di colore che \u00e8 il <a title=\"Metiusco Rosato\" href=\"http:\/\/www.vinicolapalama.com\/metiusco_rosato.html\"><strong>Metiusco Rosato IGT Puglia<\/strong><\/a>. Partendo dal nome \u00e8 chiaro il carattere di questo<strong> rosato 100% Negroamaro<\/strong>: <strong>Metiusco<\/strong> significa &#8220;mi ubriaco&#8221; ed \u00e8 facilissimo farsi prendere la mano, stappare, versare, bere, bere ancora, stappare, versare, bere&#8230; la <strong>piacevolezza<\/strong>, la <strong>freschezza<\/strong>,\u00a0il lampone nel bicchiere e poi la fragolina di bosco. In bocca \u00e8 tutto giocato su un&#8217;<strong>estrema larghezza di gusto<\/strong> che riempie la bocca al principio, ma poi subito si verticalizza da solo sfruttando una acidit\u00e0 che spinge decisa fino a pulire\u00a0la bocca con un <strong>finale citrico<\/strong> piacevolissimo. Il ricordo del retrogusto \u00e8 addirittura <strong>sapido<\/strong>. Inutile rimarcare quanto lunga sia la persistenza in bocca di questo vino che riesce in successione a presentare praticamente tutte le sfaccettature tipiche di bianchi, rosati e rossi, in ordine inverso, armonizzandosi in bocca e completandosi nel tempo. A proposito,<strong> 13\u00b0<\/strong> e cos\u00ec tanto gusto possono giocare una accoppiata pericolosa! Maneggiare con cautela.<\/p>\n<p>Quarta bottiglia, altro super produttore in termini di storicit\u00e0 e qualit\u00e0 in cantina. Anche in questo caso il fratello maggiore <strong>Patriglione<\/strong> \u00e8 forse pi\u00f9 conosciuto, ma in questo <strong><a href=\"http:\/\/www.taurinovini.it\/vini\/scaloti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scaloti<\/a><\/strong> da ben <strong>14\u00b0<\/strong> ritroviamo la particolarit\u00e0 del terreno, la fermezza della mano di cantina e la spinta del sole di <strong>Guagnano<\/strong>. Nota curiosa a margine della degustazione \u00e8 citare un documento datato 1817 nel quale gi\u00e0 viene indicata la tenuta Notare Panaro quale tributaria del signore di quelle terre salentine. Negli anni il nome si \u00e8 modificato nell&#8217;attuale <strong>Notarpanaro<\/strong>, sinonimo del <strong>Cru aziendale<\/strong>. Di questa tradizione cosa troviamo in bottiglia? Troviamo sicuramente il colore brillante, <strong>cerasuolo vivo<\/strong> con un&#8217;unghia leggermente aranciata che testimonia il <strong>vitigno<\/strong>, <strong>100% Negroamaro<\/strong>, troviamo i profumi non esplosivi e giocati sulle note dolci della frutta matura, con qualche sconfinamento verso il candy e la cipria, troviamo in bocca una texture ruvida, sabbiosa, che si fa testimone di un terreno duro, calcareo, ed in sostanza povero. Ecco quindi anche la parte minerale, che trova un bilanciamento naturale nella controparte acidula, quasi citrica che chiude il sorso. In questo bellissimo bicchiere \u00e8 nascosto un <strong>retrogusto sorprendente<\/strong>, la <strong>persistenza<\/strong> da un lato \u00e8 straordinaria e dall&#8217;altro si palesa un <strong>sottofondo di mentuccia e rosmarino<\/strong> in controtendenza rispetto alle prime note abboccate. Molto buono, decisamente appagante, forse non il pi\u00f9 longevo tra i rosato assaggiati oggi, ma bevuto per tempo \u00e8 sicuramente uno dei rosati da tenere pronto al fresco.<\/p>\n<p>Per chiudere questa batteria di assaggi di <strong>Rosati di Puglia<\/strong> che ci ha portato in giro per <strong>alcune delle migliori cantine<\/strong> della regione, \u00e8 stato scelto un prodotto di una <strong>cantina sociale<\/strong> alle porte di <strong>Margherita di Savoia<\/strong>. Sulla carta parrebbe una scelta infelice, scontrare direttamente il prodotto di una cooperativa con bottiglie di cantine affermate a livello internazionale e tenerne l&#8217;assaggio in coda potrebbe rendere impietoso l&#8217;assaggio. Al contrario invece devo dare ragione e della scelta e della collocazione come ultimo bicchiere a chi ha organizzato l&#8217;evento. Gi\u00e0 osservandone l&#8217;etichetta si riconosce una attenzione al marketing ed un buon gusto che in maniera trasversale sta giustamente contagiando tante cantine sociali. Cavallo di battaglia della cantina <strong><a title=\"Casaltrinit\u00e0\" href=\"http:\/\/www.casaltrinita.it\/\">Casaltrinit\u00e0<\/a><\/strong>\u00a0il rosato imbottigliato nel <strong>2015<\/strong> cambia l&#8217;uvaggio e di conseguenza la denominazione. Fino all&#8217;annata 2014, infatti, veniva vinificato il <strong>Nero di Troia in purezz<\/strong>a, permettendo l&#8217;ottenimento della <strong>DOC<\/strong> <strong>Tavoliere delle Puglie<\/strong>, quest&#8217;anno invece si \u00e8 deciso per un uvaggio che mantiene un <strong>60% di Nero di Troia<\/strong> accanto al <strong>Sangiovese<\/strong>, passando di conseguenza dalla DOC ad un pi\u00f9 ecumenico <strong>IGT Puglia Rosato<\/strong>. Considerazione doverosa \u00e8 che anche questa bottiglia testimonia di quanto una denominazione d&#8217;origine espressa in etichetta non sia condizione sufficiente a testimoniare una qualit\u00e0 superiore rispetto ad una IGT. Il colore salta subito agli occhi ed \u00e8 un tripudio di rossetto e lucentezza. Accanto agli altri bicchieri sembra di vedere Lady Gaga ad una convention di cori gospel, come a dire che la qualit\u00e0 di ciascuno \u00e8 indiscutibile, ma l&#8217;abito pu\u00f2 fare la differenza. Il profumo \u00e8 difficilmente apprezzabile purtroppo perch\u00e9 le bottiglie aperte il sabato a mezzogiorno erano state chiuse solo 24 ore prima, proprio per riuscire a partecipare alla degustazione. Si avverte distintamente un po&#8217; di solforosa volatile ed una chiusura fisiologica che impedisce un giudizio corretto. Quello che si apprezza \u00e8 che gi\u00e0 dopo trenta minuti nel bicchiere la solforosa \u00e8 svanita ed il bouquet si \u00e8 scaldato e rinvigorito lasciando intendere che in condizioni normali la quantit\u00e0 di fiori e frutti rossi sarebbe decisamente pi\u00f9 appagante. In bocca in complesso ha una nota caratteristica di mela verde, bellissima acidit\u00e0 e freschezza. Non lunghissimo ed ancora monocorde, ma ripeto, la condizione era decisamente penalizzante. Rimandato a Giugno con tantissima curiosit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2881 size-full\" title=\"Degustazione Rosati di Puglia a Wine at 5 Vie - Milano\" src=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rosatipuglia.jpg\" alt=\"Degustazione Rosati di Puglia a Wine at 5 Vie - Milano\" width=\"1000\" height=\"750\" srcset=\"https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rosatipuglia.jpg 1000w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rosatipuglia-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rosatipuglia-273x204.jpg 273w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rosatipuglia-566x424.jpg 566w, https:\/\/www.trovino.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rosatipuglia-780x585.jpg 780w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p>La <strong>degustazione<\/strong> si chiude con qualche considerazione generale sul <strong>territorio pugliese<\/strong> che cerca da qualche anno di scrollarsi di dosso il pregiudizio dettato dalla scarsa conoscenza che la identifica tout curt con il <strong>Salento<\/strong>, territorio importantissimo a livello storico e turistico, ma non esaustivo per descrivere la vastit\u00e0 del territorio del nostro &#8220;tacco&#8221; italiano. Abbiamo spaziato per la lunghezza intera di queste terre, riconoscendo nei <strong>vini<\/strong> la <strong>differenza<\/strong> che il <strong>terroir<\/strong> pu\u00f2 portare in bottiglia. Grazie ad una <strong>vinificazione<\/strong> cos\u00ec particolare come \u00e8 quella in <strong>rosato<\/strong> ci siamo resi conto delle potenzialit\u00e0 di uno dei vitigni simbolo di questa regione, forse ancora\u00a0conosciuta poco a livello enologico e probabilmente dotata di\u00a0un potenziale di qualit\u00e0 ancora inespresso.<\/p>\n<p>Personalmente ho messo la <strong>Puglia<\/strong> tra le regioni da visitare al prossimo <a title=\"Vinitaly 2015: Un\u2019altra Storia di Vino a Verona\" href=\"http:\/\/www.trovino.it\/blog\/eventi\/vinitaly-2015-altra-storia-di-vino-a-verona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Vinitaly<\/strong><\/a>, la curiosit\u00e0 ormai \u00e8 veramente alta e la voglia di organizzare un tour estivo per colmare le lacune cresce di giorno in giorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;interno della manifestazione Wine\u00a0at\u00a05 Vie si \u00e8 tenuta una degustazione sui\u00a0Rosati di Puglia\u00a0che da solo sarebbe bastato a giustificare la partecipazione alla kermesse tenutasi in centro a Milano. 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